Intervista ai Qbeta

Siciliani nel mondo ha intervistato i Qbeta:

Raccontateci come vi siete conosciuti e perché avete deciso di fondare un gruppo musicale.

Parecchi anni fa, per l’esattezza 20, eravamo (e lo siamo tutt’ora) amici che condividono lo stesso interesse per la bellezza verso le cose semplici. Musicisti che hanno trovato nei testi e nelle musiche di Peppe Cubeta un buon motivo per elaborare ed arrangiare e quindi creare il progetto Qbeta. ”Il mandorlo è in fiore e io che sogno un viaggio nel mondo”  è la frase che ha in se il senso intero del nostro lavoro. Il mandorlo è albero che adorna i movimenti irregolari e aspri della nostra terra. Nelle sue radici scorre la linfa della Sicilia stessa, con le sue suggestioni più vivide. Ma il mandorlo è anche albero “aperto”, innestabile con altri frutti – pesca, albicocca, ecc…, ed è ciò che cerchiamo di fare nel nostro percorso creativo: prendere le radici della cultura siciliana – musicale, simbolica, linguistica – ed innestarla di suggestioni esterne, andando a coglierle in quello che è ormai diventato un luogo simbolico, un luogo dell’anima più che geografico, visto che geograficamente intesse fili che attraversano terre e oceani diverse: un mandorlo con le radici ben infisse in Sicilia, ma che si nutre anche di terra ocra d’Africa, di vento meticcio latino/americano, dei ritmi sanguigni dei Balcani, di solarità Mediterranea quindi, meglio ancora di “Sud” del mondo; un grande mandorlo vigoroso, ricco di essenze e umori del sud.

Che cosa volete comunicare ai vostri fan con l’ultimo brano?

“Metti la tua etnia dentro il mio mondo, scopriremo un grande viaggio”. È un brano che parla senza troppa retorica del vivere insieme, del condividere e mettere a confronto modi di essere e modi di pensare, dove la diversità diventa occasione per colorare e rendere più vivibile questo nostro piccolo mondo

Per leggere l’intervista completa, curata da Vincenzo Bonanno, clicca qui.

Annunci
di CinicoDisincanto Inviato su News, Qbeta